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Tompey

L’alpe

L’alpe di Tompey si trova in fondo alla valle dell’Hongrin, sul territorio del comune di Corbeyrier (VD). La baita è a quota 1’580 metri. La apriamo il 1° giugno e restiamo qui fino a fine settembre. Beninteso, bisogna salire prima, per preparare tutto il necessario, e anche dopo, a più riprese, per chiudere tutto come si deve. L’alpe di Tompey appartiene alla Confederazione. La famiglia Ziörjen lo affitta dal 1971. Siamo molto fortunati, poiché possiamo lavorare e abitare nello stesso luogo durante tutta la stagione, contrariamente ad altri colleghi che devono spostare più volte bestiame e materiale da un corte all’altro. Trascorrono l’estate con noi una settantina di bovine di diverse razze (red holstein, holstein, simmental, pezzata rossa, bruna svizzera) e 130 giovenche. Al bestiame si aggiungono 3 asini, 2 cani (Rocky e Bob), 7 galline e una decina di maiali. A Tompey c’è sempre molto lavoro, non c’è mai da stare con le mani in mano! L’alpe misura 180 ettari, rocce e zona paludosa comprese, e produce circa 9 tonnellate di L’Etivaz DOP.

Il team

Qui all’alpe lavorano Nicolette, la mamma di mio marito Florian, e suo fratello Rodolf. Abbiamo anche due impiegati che trascorrono l’estate con noi – Blazej da ben 10 anni.

Senza dimenticare il nostro piccolino, che quest’anno trascorrerà all’alpe la sua seconda estate!

Per fortuna, l’agricoltura di montagna è un affare di famiglia. Così possiamo sempre contare su Stefan, l’altro fratello di mio marito, e sulla sua amica Sandra. Anche mio padre e alcuni amici vengono volentieri a dare una mano.​

I nostri prodotti

L’Etivaz DOP è un formaggio d’alpe a pasta dura, prodotto tra il 10 maggio e il 10 ottobre con il latte crudo fornito da oltre 2’800 bovine che pascolano su circa 130 alpi situati tra 1’000 e 2’000 metri di altitudine. Viene preparato in caldaie di rame, alimentate esclusivamente con fuoco a legna. Nel 2000, L’Etivaz è stato il primo a ricevere il marchio DOP iscritto nel registro federale delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche protette. Il capitolato d’oneri che i produttori di questa specialità sono tenuti a rispettare è particolarmente severo e rigoroso.​